Cyber risk e competitività: una priorità strategica per le imprese

Gli attacchi cyber non “bussano alla porta”: entrano nei sistemi aziendali in modo silenzioso, sfruttano vulnerabilità tecniche, credenziali deboli, dispositivi non protetti o errori organizzativi, e spesso restano invisibili fino a quando il danno è ormai evidente.

Le conseguenze possono essere rilevanti: interruzione dell’attività, perdita o sottrazione di dati, blocco dei sistemi, danni reputazionali, costi di ripristino e possibili responsabilità verso clienti, fornitori o autorità.

Il dato lombardo: 1.795 eventi cyber in sei mesi

In Lombardia, cuore produttivo e tecnologico del Paese, il fenomeno assume dimensioni significative. Nei primi sei mesi del 2025, nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, sono stati registrati 1.795 eventi di cybersicurezza, tra attacchi, incidenti e violazioni della privacy: circa dieci al giorno.

Il dato conferma un’accelerazione del rischio e dimostra come il territorio produttivo lombardo sia sempre più esposto a minacce informatiche capaci di incidere direttamente sulla continuità operativa e sulla competitività delle imprese.

Intelligenza artificiale: opportunità e nuovo fattore di rischio

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la natura degli attacchi. Secondo i dati presentati nell’ambito dell’evento “Cyber Security 2025. Oltre l’adeguamento normativo: sicurezza e competitività”, organizzato da Assolombarda in collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il 44% degli eventi registrati nel primo semestre 2025 risulta connesso all’intelligenza artificiale.

L’AI, nata per migliorare efficienza, automazione e produttività, viene oggi utilizzata anche dai cybercriminali per rendere più sofisticati phishing, frodi informatiche, attacchi mirati e intrusioni nei sistemi aziendali.

Dispositivi connessi e vulnerabilità diffuse

Il rischio cyber non riguarda solo server, reti aziendali, posta elettronica o software gestionali. Dai dati emerge anche la presenza di oltre 23.000 telecamere aziendali potenzialmente accessibili senza autenticazione.

Questo elemento evidenzia una criticità spesso sottovalutata: ogni dispositivo connesso può rappresentare un punto di accesso ai sistemi aziendali. Impianti di videosorveglianza, dispositivi IoT, apparati di rete e sistemi di controllo devono quindi essere configurati, aggiornati e monitorati con attenzione.

Dalla conformità normativa alla gestione integrata del rischio cyber

L’evoluzione normativa, anche alla luce della direttiva NIS2 e del D.Lgs. 138/2024, conferma che la cybersicurezza non può essere gestita come un mero adempimento formale.

Le imprese devono passare da una logica reattiva a una logica preventiva, costruendo un modello capace di ridurre la probabilità dell’attacco, limitarne gli effetti e garantire strumenti concreti di risposta in caso di incidente.

In questo contesto, Progeass affianca le imprese nella valutazione e gestione del rischio cyber con un approccio integrato, che parte dall’analisi delle esposizioni aziendali per arrivare alla definizione di un percorso coerente di prevenzione, formazione, monitoraggio e trasferimento assicurativo del rischio residuo.

La polizza cyber rappresenta uno strumento importante, ma deve inserirsi in una strategia più ampia di continuità operativa e protezione del patrimonio informativo aziendale. L’obiettivo non è soltanto assicurare il danno, ma aiutare l’impresa a ridurne la probabilità, contenerne l’impatto e reagire con rapidità in caso di evento.

In un contesto in cui gli attacchi diventano più frequenti, silenziosi e tecnologicamente evoluti, la cybersicurezza non è più un tema esclusivamente informatico: è una componente essenziale della governance aziendale, della reputazione e della competitività.

 

Fonte dati: Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale / Assolombarda.

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